La storia sui muri // History on the walls

periodo: 8-27 novembre 2016
luogo: Urban Center, Biblioteca Sala Borsa di Bologna (ora Fondazione Innovazione Urbana)
tipologia: retrospettiva
focus: storia politica di Bologna attraverso fotografie di graffiti e street art

La storia sui muri è il primo caso di riferimento ai graffiti come unica fonte storica per raccontare la storia di una città, presentando al pubblico materiale inedito, recuperato dal nostro gruppo di ricerca in archivi sia pubblici che privati.

La mostra fotografica è stata presentata dall’8 al 27 novembre 2016 presso l’Urban Center, spazio espositivo dedicato allo sviluppo urbano, situato all’ultimo piano di Sala Borsa, la biblioteca più importante e centrale di Bologna.  In seguito La storia sui muri è stata esposta al Palazzo della Comunità di Medicina, grazie alla collaborazione dell’assessora Valentina Baricordi.

Obiettivi

Lo scopo principale della mostra e delle sue attività collaterali è favorire un cambiamento nella percezione del ruolo di graffiti e street art, suggerendo uno spostamento da un punto di vista meramente estetico ad uno storico.
Al fine di raggiungere tale scopo Joint Arts ha fissato i seguenti obiettivi:

  • obiettivi primari

→ l’esibizione di circa 150 fotografie, tra materiale d’archivio e immagini originali;

→ la performance di Alessandro “Dado” Ferri, il writer bolognese conosciuto per la sua ricerca sul lettering, la composizione visiva e l’improvvisazione artistica;

  • obiettivi sociali

→ favorire nei visitatori l’interpretazione storica individuale, esibendo immagini senza didascalie o indicazioni scritte;

→ stimolare l’accettazione dei graffiti come patrimonio storico nel contesto locale.

Contenuti

La mostra fotografica disegna un percorso storico coprendo la storia di Bologna dal periodo fascista fino ad oggi. Tra gli eventi più rappresentativi, la ricostruzione post-bellica degli anni ’50, i movimenti studenteschi e le proteste del ’68 e ’77, lo sviluppo dei primi centri sociali negli anni ’90 e la recente reazione della scena artistica locale alla musealizzazione della street-art.

Metodi

Joint Arts ha portato avanti azioni di sensibilizzazioni dell’opinione pubblica volte a comunicare il valore culturale di graffiti e street art, suggerendo i concetti chiave e i valori del progetto, pubblicando anticipazioni e risultati della nostra ricerca d’archivio sul sito web e sui social media.

La mostra è stata curata seguendo il “metodo Warburg”: le foto sono state raggruppate in gruppi temporali senza pannelli informativi (tranne brevemente all’inizio e alla fine) né didascalie, al fine di creare una progressione visiva-mnemonico che mira a produrre una maggiore conoscenza della storia della città, dell’importanza della “graffiti culture” del ruolo di tale cultura nel panorama urbano sociale e storico.

Sulla sinistra, un primo gruppo di riquadri grigi disposti in ordine apparentemente casuale a rappresentare il primo gruppo temporale; a questo primo blocco ne seguono altri due, in una progressione in cui gli elementi assumono significato in relazione agli altri elementi del gruppo e agli elementi dei gruppi precedenti.
Un rendering dei gruppi temporali secondo il metodo Warburg

Partendo dal lato sinistro si ha un primo gruppo di riquadri grigi disposti in ordine apparentemente casuale a rappresentare il primo gruppo temporale; a questo primo blocco ne seguono altri due, in una progressione in cui gli elementi assumono significato in relazione agli altri elementi del gruppo e in correlazione agli elementi dei gruppi precedenti.

Partner

Joint Arts ha collaborato con numerose realtà del territorio bolognese e nazionale per l’organizzazione dell’esibizione. Fondazioni e archivi pubblici e privati hanno contribuito alla nostra ricerca storica su graffiti e street art a Bologna:

  • Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
    ente non-profit di origine bancaria, che dal 1473 porta avanti missioni di solidarietà sociale e promuove la cultura in Emilia Romagna;
  • Fondazione Gramsci
    Fondazione Gramsci è un istituto storico e un archivio la cui missione è facilitare il confronto e il dibattito politico nella città di Bologna;
  • Acer
    L’Azienda Casa Emilia Romagna della Provincia di Bologna aiuta la popolazione locale ad accedere ad abitazioni a prezzi calmierati. All’avanguardia nell’ambito della pianificazione urbana, le abitazioni di Acer hanno spesso beneficiato di interventi artistici;
  • Cineteca di Bologna
    La Cineteca è un’istituzione radicata nel territorio ma con respiro internazionale, che si occupa tra le altre cose di preservare il patrimonio filmico e fotografico;
  • Cassero LGBT Center
    Il Cassero è il punto di riferimento per la cultura queer a Bologna. Spazio culturale e politico, opera per il riconoscimento dei diritti delle persone trans, gay e lesbiche;
  • Istituto Parri
    L’Istituto Parri è un laboratorio per la conoscenza del mondo contemporaneo, con sede a Bologna, città Medaglia d’oro per la Resistenza. La sua missione è preservare e diffondere la memoria storica del ‘900;
  • I fotografici di UFO: Luciano Nadalini, Piero Casadei e Enrico Scuro
    Fotografi free-lance dal nutrito archivio, hanno documentato i movimenti e mutamenti sociali degli anni ’70 a Bologna;
  • Fondazione Carisbo e Genus Bononiae
    La Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna opera per lo sviluppo economico e sociale del territorio e della sua comunità, portando supporto a progetti altrui e realizzandone di propri, tra cui la rete di musei cittadini Genus Bononiae.

Ringraziamo inoltre la Fondazione Golinelli, il festival REST-ART, il pub Vanilia & Comics, la birreria Beer4Bunnies, Dynamo la Velostazione di Bologna e il ristorante Baracca e Burattini per avere accolto gli eventi di Joint Arts.

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La storia sui muri a Medicina