La rivoluzione in bicicletta, Bologna • 1976/2016

© Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Guardando i muri spesso ci si accorge di come cambino le persone e le loro percezioni. In questo caso raccontano di biciclette, libertà ed automobili. Queste ultime, viste negli anni settanta come porta per la libertà personale dalle classi emergenti e supportate da una forte struttura di produzione nazionale, soffrono oggi l’ascesa di nuovi valori e consapevolezze, come ad esempio la lotta all’inquinamento, l’uso sfrenato di combustibili fossili e un apparato manifatturiero industriale che fatica a trovare spazio nello sviluppo sostenibile del futuro. Per questo motivo torna in auge la bicicletta, che oltre ad essere compatibile con i “nuovi” valori della nostra società, consente di sfuggire al traffico che paralizza i movimenti negli ambienti urbani e porta ad una inconsapevole riscoperta della propria libertà.


© Joint Arts 2016

(ENG)
As we look at the walls around us, we often become aware of peoples’ daily existence and their perceptions. In this case, we see a story of bicycles, freedom and cars, which were seen in the 1970s as a doorway for personal liberty from social constructs and supported by a strong structure of national auto production. Today, they are suffering from the growth of new values and consciousness; the fight against pollution, the unbridled use of fossil fuels, and an industrial manufacturing apparatus which struggles to find space in the future of sustainable development. For this reason, bicycles are coming back, which aside from being compatible with the new values of our society, they allow you to escape the traffic that paralyzes moments in urban environments and yields a subconscious rediscovery of personal freedom.


© Joint Arts 2016

Si ringrazia il fondo Fotografico A. Mazzanti della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per la foto d’archivio e R.U.S.Co.

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